PRSL e sostanze chimiche nei prodotti tessili: cosa chiede davvero l’Unione Europea?
Negli ultimi anni, la gestione delle sostanze chimiche nei prodotti tessili è diventata una priorità sia per le autorità europee sia per i brand della moda. Al centro di questa attenzione si trovano le cosiddette PRSL (Product Restricted Substances List), ovvero le liste di sostanze che devono essere escluse o limitate nel prodotto finito, a tutela del consumatore e dell’ambiente.
Ma cosa prevede effettivamente la legge? E cosa invece richiedono i clienti privati, spesso con limiti più severi? Vediamolo con chiarezza.
REACH e SVHC: cosa richiede l’Unione Europea
Il regolamento REACH (Regolamento CE n. 1907/2006) è
il principale strumento normativo europeo in materia di sostanze chimiche.
Nel settore tessile, i produttori e distributori di articoli hanno due
principali obblighi:
- Non immettere sul mercato articoli contenenti sostanze vietate secondo l’Allegato XVII.
- Comunicare
la presenza di sostanze SVHC (Candidate List) in concentrazione
superiore allo 0,1% p/p nell’articolo finito (art. 33 REACH).
Se richiesto da un consumatore o cliente, queste informazioni vanno fornite entro 45 giorni. In alcuni casi, va fatta anche una notifica nella banca dati SCIP dell’ECHA.
È importante notare che REACH non impone limiti quantitativi specifici per tutte le sostanze nei prodotti finiti, ma richiede trasparenza, tracciabilità e, in alcuni casi, restrizioni esplicite.
Cosa sono le PRSL e perché sono più restrittive della legge
Le PRSL non sono imposte dalla normativa europea, ma vengono elaborate dai singoli brand o da gruppi di aziende (es. AFIRM Group) per garantire standard più elevati.
Una PRSL definisce:
- Le sostanze vietate o limitate nei prodotti finiti (tessuti, bottoni, zip, etichette…)
- I valori soglia da rispettare (es. formaldeide ≤ 20 mg/kg)
- I metodi di analisi accettati
- Le categorie merceologiche interessate (abbigliamento bambini, calzature, accessori…)
Ogni PRSL può variare da brand a brand: ad esempio, un
limite per la formaldeide può essere di 20 mg/kg per H&M, 30 mg/kg per
Inditex e 75 mg/kg per Levi’s.
Per questo motivo, non esiste una PRSL “standard europea”: ogni commessa
richiede una verifica specifica.
Cosa comporta la richiesta di conformità a un PRSL
Quando un cliente richiede la conformità a un proprio PRSL, l’azienda tessile o manifatturiera deve:
- Verificare la filiera dei fornitori (chimici, tessili, accessori)
- Richiedere dichiarazioni formali di conformità da parte di terzisti e fornitori
- Analizzare i certificati eventualmente disponibili (es. OEKO-TEX, GOTS, ZDHC)
- In caso di informazioni insufficienti, valutare la necessità di test di laboratorio per le sostanze indicate nel PRSL
Il cliente finale non chiede un semplice test, ma una dimostrazione di tracciabilità e responsabilità lungo tutta la catena di fornitura.
Un sistema complesso, ma gestibile
La gestione delle sostanze chimiche nei prodotti tessili richiede oggi un approccio strutturato, basato su:
- conoscenza normativa (REACH, SVHC, MRSL)
- lettura critica delle PRSL
- documentazione tecnica aggiornata
- dialogo continuo con la filiera
Il supporto del Gruppo Bucciarelli
Il Gruppo Bucciarelli è in grado di offrire supporto sia consulenziale, per la lettura dei requisiti e la costruzione del sistema documentale, sia analitico, nel caso si renda necessario eseguire test di laboratorio specifici su tessuti, accessori o articoli finiti.